IL CESTINO DEI TESORI




il valore dell'osservazione silenziosa
Nei percorsi di accompagnamento nei nidi, torniamo spesso su un punto cardine: l'esplorazione autonoma. Quando prepariamo un cestino dei tesori per i più piccoli, non stiamo semplicemente allestendo un'attività, ma stiamo creando un setting di ricerca spontanea.
Come evidenzia Elinor Goldschmied nel suo libro Persone da zero a tre anni, il cestino – pensato per i bambini che siedono stabilmente – offre una ricchezza di stimoli tattili, olfattivi, visivi e sonori attraverso oggetti di uso comune e materiali naturali (oggetti in metallo, elementi in legno, spugne naturali, foulard di tessuti differenti).
In questo spazio di scoperta, il ruolo dell'educatrice richiede un cambio di prospettiva fondamentale: fare un passo indietro.
L'adulto non deve intervenire, non deve suggerire come utilizzare un oggetto, né anticipare le mosse o dare indicazioni operative. Il compito dell'educatrice è unicamente quello di:
Garantire la sicurezza del contesto e dei materiali proposti.
Creare un perimetro temporale e spaziale protetto, restando fisicamente presente ma in silenzio.
Osservare in modo sistematico: guardare la postura, i tempi di attenzione, la scelta degli oggetti, la modalità con cui il bambino passa da un materiale all'altro e la coordinazione occhio-mano.
È in questo silenzio operativo dell'adulto che il bambino costruisce la propria autonomia cognitiva e impara a concentrarsi profondamente.
Colleghi e educatrici, qual è la vostra esperienza con l'osservazione silenziosa durante i momenti di gioco libero al nido? Ne parliamo nei commenti. 👇



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